Intervista a Marina Sereni, Vicepresidente PD e capolista per la Camera nella circoscrizione Umbria
9 febbraio, 2013   |  

Intervista a Marina SereniMarina Sereni è attualmente vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, dopo aver ricoperto l’incarico di Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera.

Sensibilità pacifista, già da giovanissima è impegnata con i movimenti degli studenti e nella Federazione Giovanile Comunista, diventandone segretaria provinciale.

Ha aderito al PCI e al PDS; successivamente ai Democratici di Sinistra.

È stata prima consigliere poi assessore regionale dell’Umbria, occupandosi di Bilancio e Politiche sociali.

È stata eletta alla Camera dei Deputati nel 2001 nel collegio di Foligno per la coalizione di centrosinistra, riconfermandosi nel 2006 e nel 2008.

E’capolista per la Camera nella circoscrizione Umbria.

 

Le domande sono a cura della redazione. Coordinamento di Fabio Ecca.

 

Innanzitutto un sincero ringraziamento per Sua disponibilità. La prima parte della campagna elettorale è stata caratterizzata dai temi delle tasse, impostati da Berlusconi e che hanno visto spesso il PD nelle condizioni di doversi in qualche modo difendere, precisare, smentire. E’ d’accordo che dobbiamo essere noi a dettare i temi ? E nel caso del Suo collegio quali intende proporre come prioritari?

Le tasse sono tradizionalmente un tema delle campagne elettorali, e la destra di Berlusconi ha sempre molto utilizzato per la sua propaganda questo argomento. In effetti con il pagamento dell’Imu sono tante le famiglie e le aziende sensibili. Credo tuttavia che in pochi siano disposti a fidarsi di nuovo delle promesse del Cavaliere (che addirittura arriva a parlare di restituzione e di condono tombale). Più seriamente e responsabilmente Bersani dice: fedeltà fiscale, mai più condoni, per poter ridurre il peso delle tasse su lavoro e imprese; impegno a rendere l’Imu più progressiva togliendola a coloro che hanno pagato fino a 500€. Aggiungo, guardando all’Umbria, che dobbiamo equiparare alla prima casa quelle date in comodato dai genitori ai figli e alleggerire l’Imu sui beni strumentali delle imprese (capannoni, piccoli negozi, alberghi).

Più in generale la priorità delle priorità in Umbria (e credo in Italia) e’ il lavoro. Piccoli imprenditori e lavoratori dipendenti, giovani precari e cassintegrati: se manca il lavoro non si produce ricchezza e non si colmano le diseguaglianze. Il merito del Pd e’ quello di aver messo al centro della propria campagna il lavoro e l’impresa, anche senza proposte eclatanti…

Ci sono molti interventi  e riforme  che possono essere realizzate a costo zero (o quasi) anche con il supporto di altre forze politiche. Riforme che facciano superare il livello di arretratezza funzionale dello Stato e di degrado etico rispetto agli altri Paesi  europei e che costituiscono le precondizioni per una prospettiva di sviluppo.  Quali privilegia?

Una legge più severa contro la  corruzione ed un’azione per rendere più snella ed efficiente la Pubblica amministrazione sono due facce della stessa medaglia. Al contrario della destra ( e anche di Monti) noi crediamo che la competitività italiana si debba giocare su terreni diversi da quelli dei diritti nel lavoro. Creare un ambiente economico favorevole allo sviluppo significa modernizzare il sistema pubblico, a cominciare dalla giustizia civile e da scuola e università.

Il disincanto per la politica e per i partiti nasce dal loro distacco dai cittadini. Dal non saper cogliere i loro bisogni e, ancor più, nel non saper vedere le molte soluzioni che esponenti della cosiddetta società civile o amministratori locali hanno saputo dare a tali bisogni e che potrebbero essere riproposte con successo.  Come ristabilire questo legame e un’autentica attenzione al mondo reale?

La disaffezione verso la politica e i partiti ha più di una ragione: i cattivi esempi (che oscurano anche le  tante persone serie che fanno politica onestamente), l’assenza di riforme istituzionali ( dalla legge costituzionale per superare l’attuale bicameralismo e ridurre il numero dei parlamentari alla legge elettorale, la destra ha impedito qualsiasi mediazione possibile), la dimensione sovranazionale della crisi che rende i parlamenti e i governi nazionali quasi “impotenti” di fronte alla finanza e all’economia globale. Il Pd e’ l’unico partito che ha avuto il coraggio di aprirsi alla partecipazione degli elettori con le primarie e che ha costantemente cercato di mettere al centro dell’agenda l’Italia reale, con i suoi drammi e le sue risorse. C’è un certo conformismo dei mezzi di comunicazione e una propaganda interessata volta a far passare il messaggio “sono tutti uguali” e noi a questo dobbiamo reagire. Se sono tutti colpevoli alla fine non c’è nessun colpevole. Di fronte a questa crisi rabbia e rassegnazione non aiutano a trovare le soluzioni, bisogna metterci la faccia, avere voglia di parlare con i cittadini e di spiegare le nostre ragioni. Noi stiamo facendo una campagna elettorale così, nonostante il clima invernale.

Condividere vuol dire prima di tutto Comunicare e il centrosinistra è spesso accusato di avere una comunicazione meno efficiente. Lei, attenta e sensibile comunicatrice, come pensa si possa migliorare? Si prende un impegno con noi per contribuire al suo perfezionamento?

La comunicazione è una componente essenziale della politica. Avere buone proposte è essenziale, a meno che non si voglia vendere fumo, ma poi dobbiamo saperle comunicare, farle conoscere. Spesso non riusciamo a farlo e dunque dobbiamo migliorare noi, il Pd, il centrosinistra.. Dobbiamo imparare meglio ad usare tutti i mezzi, da quelli tradizionali a quelli più nuovi.  M’impegno, dunque, ad ascoltare le critiche e farne tesoro. Tuttavia penso che qualcosa debba cambiare anche da parte di chi lavora nell’informazione politica. I toni e gli argomenti del populismo sono spesso accattivanti e semplici, ma nascondono e falsificano la realtà. Mi domando e domando a voi giornalisti se è normale ascoltare un ex presidente del Consiglio come Berlusconi fare show senza alcun contraddittorio. Passi per le televisioni e I giornali di cui è proprietario, altra grandissima anomalia, ma succede raramente di sentire un cronista che gli ricordi, per esempio l’era del bunga bunga, della nipote di Mubarak, del cucù alla Merkel, dell’aut-aut di Bruxelles, dello spread oltre I 500 punti… Insomma, noi, io, faremo la nostra parte e se anche voi giornalisti ci metteste sempre di fronte alle nostre contraddizioni, ne guadagnerebbe l’informazione nel suo complesso.




 
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