Intervista a Patrizia Prestipino, candidata alle primarie del centrosinistra per il Sindaco di Roma
6 aprile, 2013   |  

Patrizia Prestipino, laureata in lettere con indirizzo archeologico, è docente di lettere al liceo. E’ stata consigliere del Municipio XII e nel 2006 viene eletta Presidente. Assessore allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili della Provincia di Roma. Attualmente candidata alle primarie del centrosinistra per il Sindaco di Roma.

 

Come e quando è maturata in te la decisione di candidarti alle primarie?

Mi sono candidata a giugno alle primarie per il sindaco quando ancora in campo non c’era nessuno. Ho rinunciato a correre in parlamento per non tradire gli oltre 6 mila cittadini, iscritti al Pd e non, che avevano sottoscritto la mia candidatura. Sono stata la prima a consegnare al partito le firme il 20 dicembre scorso quando gli altri non avevano neanche iniziato a raccoglierle, o non si erano ancora esposti. Amministrare questa città è un progetto che viene da lontano e si è alimentato con anni di esperienza nei territori. Per non sottrarre forza a tutto questo, ho scelto di non correre per il Parlamento. Ma soprattutto, amministrare Roma non è un “ripiego”, né un ascensore per i piani più alti. Perché per me non esiste niente di più alto della mia città.

Patrizia sei l’unica candidata donna del Partito Democratico, secondo te questa differenza di genere ha comportato qualche discriminazione nei tuoi confronti?

In parte sì. Qualche giorno fa ho protestato, davanti la statua parlante di Donna Lucrezia. Ero imbavagliata, per simboleggiare l’embargo mediatico nei miei confronti, e avevo giacca e cravatta. Gli uomini, in politica, attirano ancora oggi più delle donne.

La tua campagna può considerarsi provocatoria quando affermi che il prossimo sindaco dovrà essere coraggioso, onesto e leale; sottintendi forse che sarà una donna e per quale motivo?

Anche lo slogan con cui ho lanciato la mia candidatura andava in questa direzione: “L’uomo giusto per Roma”. In un momento di grande smarrimento della politica penso che l’uomo giusto per Roma debba essere,prima di tutto, coraggioso, leale e onesto. E chi meglio di una donna?

Il 6 marzo con #adesso Roma è iniziata la campagna elettorale di confronto con i cittadini, un’agorà virtuale, ma in che cosa consiste esattamente?

Abbiamo da tempo lanciato l’hashtag #adessoroma, con l’intento di raccogliere idee, suggerimenti e conoscere le proposte dei cittadini per la Roma del futuro. Abbiamo creato una vera e propria piattaforma web dove è possibile monitorare costantemente il dibattito sui singoli argomenti che raccolgono, di volta in volta, il maggiore interesse. Uno strumento totalmente democratico e a disposizione dei cittadini che è diventato un patrimonio di idee e proposte concrete per Roma.

Fanno parte del tuo programma 4 pilastri basilari vorresti elencarli ed approfondirli con noi per comprendere meglio?

Primo pilastro, il “Taglio della spesa”. E’ necessario rendere efficiente e consapevole la macchina pubblica, lottando contro gli sprechi, dando il buon esempio nelle decisioni e nelle spese. Quindi eliminazione delle auto blu, dei privilegi e dei rimborsi immotivati. E azzeramento della maggior parte dei CdA delle municipalizzate.

Secondo pilastro, la “Trasparenza”. Ogni entrata ed uscita dell’amministrazione comunale e dei suoi attori sarà on line e consultabile facilmente e velocemente dai cittadini. Così come sarà consultabile l’intero iter di indizione e aggiudicazione delle gare di appalto.

Poi “Ambiente di vita a lavoro”. Combattere il traffico con la cura del ferro. Incentivi all’utilizzo di forme evolute di car o bike sharing, potenziando il trasporto pubblico, realizzando piste ciclabili urbane e, dove possibile, zone 30. Favorire la diffusione dell’energia rinnovabile e alternativa e proteggere gli spazi verdi dalla speculazione. Ma ambiente significa anche qualità della vita e lavoro: per questo creeremo tanti luoghi di incontro e scambio di storie e di esperienze.

Infine, “Città della cultura, dell’impresa e dei diritti: felicità pubblica”. Servono nuovi indicatori per leggere lo stato di salute della nostra città. Introdurremo un nuovo parametro, la “pubblica felicità” che si basa sulla qualità della vita, delle relazioni, sulla tutela della nostra arte e della nostra cultura.Concentreremo l’attenzione sui cittadini più deboli. Favorendo le start up di giovani imprese, offrendo nuovi strumenti di inclusione ed opportunità di crescita come il microcredito, la cooperazione, l’housing sociale, con uno sguardo privilegiato ai bisogni dei giovani e delle famiglie e mettendo in rete le migliori esperienze del territorio. Promuoveremo e tuteleremo la cultura locale, liberando le tante forme di espressione artistica perché teatro, musica, arte sono veicolo di sviluppo sociale ed economico. E serbatoi di nuova occupazione.

 




 
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