L’Antipartitismo dei Partiti
27 febbraio, 2014   |  

Ogni giorno sentiamo le parole che Beppe Grillo scrive da 10 anni nel suo blog o in quelle di Berlusconi che ogni volta che fonda (o rifonda) un partito lo definisce contro il sistema partitico e politico.
Capisco, in un confronto pubblico c’è spazio per tutte le sensibilità e che storicamente i discorsi dei Sofisti o degli epicurei si affiancarono a quelli di Aristotele, così come quelli dell’uomo qualunque di Guglielmo Giannini a quelli del politico Aldo Moro ed è anche vero che il sentimento antipolitico e antipartitico nasce assieme al concetto stesso di partito, ma ora forse si esagera!
Probabilmente si dovrebbe avere un pò più di chiarezza e dire che l’antipolitica vuol far credere l’idea che il bene comune sia uno solo, univoco e indiscusso, inequivocabile.
E invece non è così.
Le discussioni parlamentari sono l’elemento centrale della vita democratica.
E’ lo scontro dei partiti, il libero confronto delle singole faziosità che permette la ricerca del consenso parlamentare e quindi di arrivare ad una scelta condivisa e duratura. Questa è la forma stessa della democrazia.

Essere faziosi e partigiani (usando le parole che diceva Gramsci), dire la nostra verità e confrontarla, metterla in discussione con gli altri, è per il bene del paese e lo è proprio se messa assieme alle altre visioni, anche se antitetiche.
E’ ricorrente la tentazione di non volere vedere che quanto più la società è complessa tanto più è intrinsecamente politica; che non esistono soluzioni ‘tecniche’ ai problemi politici e che la pretesa di oggettività è sempre veicolo di potere: che chi pianifica – chiunque sia – fa politica, non tecnica.
Non è assecondando questa visione distruttiva che si fa il bene del paese, anzi lo si devasta lasciando soli i cittadini. Privi di una voce.
L’antipolitica vede nel sistema politico un ostacolo da rimuovere, mentre è un valore da preservare e da rinnovare.

Il sistema politico, e il Centro Sinistra in particolare, dovrebbe farsi carico di questo in modo più netto.
Perché per risolvere i problemi che oggettivamente ha l’Italia, alle schermaglie continue si devono opporre le discussioni che portano a decisioni efficaci, alle dichiarazioni polarizzate opporre la competenza.
E si dovrebbe iniziare dall’interno. Perché l’antipolitica parlamentare tradotta all’interno di un partito diventa l’ostilità toutcourt alle “correnti”.
Azzerando il confronto, il dibattito non si fa l’interesse alla società, ma si impoverisce la visione di futuro. La si schiaccia in una coazione a ripetere del presente.
E’ grazie alle interminabili discussioni parlamentari che il parlamento è riuscire a creare il nostro corpo legislativo, è dalle faziosità che si scontrarono in modo libero e democratico che si è creata la costituzione e tutto quello che dalla Carta ne discende.




 
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