LETTERA DI UN CANDIDATO
12 maggio, 2013   |  

e se fosse questa l’occasione…? se da questo disastro incondizionato nascessero le ali di una nuova stagione?

Il nuovo… il rinnovamento… quanti bravi oratori ne hanno pronunciato il suono senza conoscerne il senso… Quanti esponenti della cosiddetta classe dirigente hanno vantato il copyright di espressioni ad effetto… senza mai tenere in considerazione che il vero rinnovamento non poteva che nascere dalle voci del popolo, dalle radici della società.

Sono candidato nel Pd nel mio municipio. Qualcuno mi ha già chiesto dove ho trovato il coraggio… Io dico che è questo il momento di tirare fuori i nostri attributi… di non lasciare che rabbia e desolazione pervadano il nostro cuore… ma che invece lo alimentino.. Il carburante della nostra anima è la volontà di non arrendersi, ma di esprimere la nostra voce e quella della nostra gente.

E allora mi rivolgo ai candidati di ogni municipio d’Italia… noi siamo il primo contatto con i cittadini… noi siamo coloro che possono trasmettere un nuovo senso di fiducia alle persone che ci ascolteranno… Noi siamo quelli che non vivono distanti dalla percezione dei bisogni, ma ne avvertono tutti i giorni il peso, la fatica, la ricerca della risposta. Noi siamo quelli che nonostante tutto hanno deciso di metterci la faccia… di prendersi anche gli insulti… perché prendiamo il caffè nel nostro bar, camminiamo per le strade del nostro quartiere, prendiamo la metro per andare a lavorare… ma che sono consapevoli di avere davanti una grande occasione… quella di costruire, finalmente, un progetto sano e condiviso che parta davvero dal basso, che produca la proposta politica, che esprima la nuova classe dirigente, prodotta dal confronto, l’incontro e finanche lo scontro nelle sezioni, nei circoli, nei comitati, tra la gente. Un dibattito vero, in un clima di aria pura, di vibrazioni sincere, di sana adrenalina.

Nessun colpo basso tra di noi… guai a perderci nelle bassezze della ricerca di qualche voto in più… non è di questo di cui abbiamo bisogno… non è questo che promuoverebbe un nuovo respiro, ma anzi, avvilirebbe senza più alcuna possibilità di recupero ogni sensibilità già priva di riferimenti.

E sarebbe la fine di tutto.

Abbiamo grandi responsabilità: quella di trasformare questo partito, dall’alto del nostro basso…; quella di scovare i rimasugli di fiducia che ancora circolano nel cuore di ogni persona che incontriamo, nutrendoli di una nuova linfa, abbracciandoli con la verità delle nostre idee, delle nostre sane intenzioni.

Abbiamo la responsabilità di cambiare questo Paese.

In questi giorni di campagna elettorale lascerò la direzione del giornale al Vice Direttore Augusto Garzia e al Comitato di Redazione.

Li ringrazio per l’infaticabile lavoro, per la serietà, la sensibilità e l’amicizia.

Gerry Mottola




 
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