MA VOGLIAMO PERDERE UN’ALTRA VOLTA?
9 febbraio, 2013   |  

Oltre un mese fa volevo postare un articolo dal titolo “Cerchiamo di non risuscitarlo”.

Da inguaribile ottimista, mi son detto “ lasciamo stare,  questa volta abbiamo imparato la lezione e non ci cascheremo”.Inguaribile ottimista, appunto.

Abbiamo veleggiato a poco meno di una quindicina di punti di vantaggio dalla banda del cavaliere e l’immagine di una nuova gioiosa macchina da guerra destinata di nuovo a deragliare sembrava veramente una stramberia.

E invece, eccoci qui.  Con la nostra coalizione ridotta ad un vantaggio di sole 5 incollature quando mancano una quindicina di giorni al voto.  Come è potuto succedere?

La solita diabolica abilità del Cavaliere?  Non c’è dubbio e l’averlascioccamente, ancora una volta, sottovalutata  rischia di darci un’amara delusione.

I soliti italiani pronti a rispondere alle lusinghe dell’imbonitore? Certamente, ma ormai dovremmo saperlo e dovremmo con tutte le intelligenze che abbiamo disponibili aver trovato delle argomentazioni valide anche per loro, quelle per intenderci che arrivano alla pancia e non al cervello di chi ne ha poco e memoria ancor meno.

Non sarà invece (o anche) che stiamo dando dei segnali di incertezza e debolezza?

Berlusconi enfatizza la sua rimonta e si muove diffondendo la convinzione di ribaltare le previsioni. In tal modo la sua “profezia” è di quelle che tendono a realizzarsi per ben noti meccanismi psicologici degli umani , quelli almeno più influenzabili.

Noi invece abbiamo fatto in modo che i temi venissero da lui impostati, riservandoci il ruolo di contestarli, criticarli, ridicolizzarli.

Ottima mossa per convincere i nostri, ma non sono i nostri che dobbiamo temere.

Se poi aggiungiamo la incertezza diffusa con i vari interventi sulle alleanze future ci mettiamo su un bel carico. Avallando l’idea che avremo bisogno di Monti – non chiarendo bene che la collaborazione sarebbe meramente aggiuntiva alla nostra maggioranza e solo per determinate riforme – quel che ne esce fuori è l’insicurezza sulla nostra possibile vittoria.

Berlusconi, che non può (non dovrebbe) vincere, sostiene di essere in grado di farlo.

Noi, invece, partiti con troppa sicumera e già intenti a riempire le future caselle di governo e quant’altro, diciamo in pratica che potremmo non farcela per cui già ora pensiamo al salvagente.

Con un ulteriore effetto paradosso.  Dopo aver costituito un’alleanza con la sinistra di Vendola, abbiamo cominciato a spostarci verso Monti – contro cui,  vero e proprio capro espiatorio, si sono coalizzati tutti gli altri –mettendo in estrema difficoltàlo stesso Vendola, i cui consensi si sono significativamente ridotti per la concorrenza di Ingroia che lo scavalca a sinistra e per difendersi dal quale è costretto ad esasperare i suoi toni e a indebolire la coalizione .

Tante cose possono ancora succedere, sperando in una potente reazione. E che dopo averlo annunciato, ci decidiamo veramente a sbranare questa destra nefasta.

Ma sant’Iddio, c’è da chiedersi: che razza di strategia comunicativa abbiamo messo in atto?




 
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