NON DIMENTICARE LE DIFFERENZE
23 maggio, 2014   |  

Siamo alla vigilia ormai del voto per le Europee.
L’esito appare incerto: determinante sarà il livello dell’astensione e dove essa peserà di più.

Su Repubblica del 21 scorso un bell’articolo di Massimo L. Salvadori parla delle “scelte che fanno la differenza
Ne proponiamo una sintetica interpretazione .
Un elettore può buttare via il suo voto in quattro diversi modi:
• standosene a casa (come dire: “andate tutti al diavolo!“)
• votando scheda bianca (praticamente: “vorrei fare il mio dovere di cittadino, ma fate tutti egualmente schifo“)
• dando un voto di punizione (: “vorrei votarti ma non lo faccio perché desidero darti una lezione e così scelgo un altro anche se non mi piace“)
• o, infine, dando la preferenza ad un partito incapace di influire sui rapporti di forza per dare quanto meno una testimonianza ideale.

Molti di questi atteggiamenti, purtroppo, rischiano di caratterizzare una bella fetta di sinistra.
Sono sempre tanti nella sinistra , troppi diremmo, pervicacemente impegnati nell’insensato perseguimento di una presunta totale “purezza”, un ideale irraggiungibile ma a quanto pare irrinunciabile.
E’ il comportamento di chi non intende, o non sa fare, i conti con la realtà. Quella almeno dei rapporti sociali e politici, dove esiste sempre il meno peggio. E in tal modo lascia libero il campo a quelle forze che il semplice buon senso dovrebbe indicare come le peggiori.
Si fa in modo che i sentimenti di scoramento, di delusione, di frustrazione – tutti comprensibilissimi – annebbino a tal punto da perdere il senso delle differenze che pur vi sono fra le forze politiche, fra un partito e l’altro. Che, in definitiva, nella ricerca di un assoluto che non può esserci, si smarrisca il senso del relativo.
Ignorare (volutamente) il relativo, non riconoscere le differenze – senza peraltro sottovalutare le colpe e le carenze della sinistra (spesso anche “nostre”) – indulgere nella tentazione di esercitare uno dei quattro modi di buttare via il proprio voto è oggi, ancor più oggi un lusso che non ci possiamo permettere.

Un lusso che rischiamo di pagare in termini salatissimi.




 
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