Primarie: alcune considerazioni
29 novembre, 2012   |  

Come previsto, con una straordinaria partecipazione di oltre 3 milioni di persone che si sono recate a votare per esprimere la preferenza sul futuro candidato Presidente del Consiglio per il centro-sinistra, l’ “esercizio” di democrazia è pienamente riuscito. In tempi di antipolitica, questa mobilitazione conferma invece che c’è da parte degli elettori una grande richiesta di buona politica e di democrazia insieme alla volontà di scegliere e di poter incidere perché, molto probabilmente, ci si inizia anche ad interrogare sull’ apoliticità dei governi tecnici. Bersani ha ottenuto il 44,9% dei voti, Renzi 35,5%, Nichi Vendola 15,6%, Laura Puppato 2,6% e Bruno Tabacci 1,2%. Il risultato non era scontato ed il segretario del PD si è posizionato con più di nove punti di distacco da Renzi, confermandosi come favorito ma prefigurando, a questo punto, una sfida tutta interna al PD che rivela sullo sfondo anche la sfida futura sull’idea stessa di Partito e sulla sua vocazione.

Senza entrare nel merito dei flussi di voto per aree geografiche, con tutte le analisi del caso, il dato evidente, guardando ai dati più generali, è che la percentuale ottenuta dal segretario è controbilanciata da una percentuale (in realtà maggiore di 6 punti percentuali, proprio quelli che servono a Bersani) che si ripartisce in circa due terzi su Renzi ed un terzo su SEL.

A chi andranno i voti di SEL ? Sicuramente c’è una maggiore affinità con gli elettori di Bersani ma non è un dato scontato anche se Vendola, che probabilmente ha sentito il “profumo” di sinistra, ha fatto un chiaro endorsment a Bersani.

La considerazione in attesa del ballottaggio, che va al di là di chi vincerà, è che il PD dovrà fare un grande sforzo di mediazione tra le diverse anime ma, soprattutto, sulla strategia delle alleanze. Per il futuro, memori anche delle passate esperienze, preoccupa infatti la condivisione del programma e la sua successiva attuazione con annessa governabilità. Sicuramente su questi temi Bersani può offrire maggiori garanzie di coesione ed affidabilità per tutto il centro-sinistra.




 
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