QUESTA PRIMAVERA
20 aprile, 2015   |  

“Questa primavera” è un articolo che ho scritto molti anni fa. Lo ripropongo ai nostri lettori. Nei prossimi giorni cercherò di spiegare il motivo di questa scelta, le sensazioni che mi hanno spinto a condividere pensieri e riflessioni lontane.  

 

“E’ primavera… e io sento il cuore fiorire…”, scriveva il poeta russo Afanasij Afanasevic Fet-Šenšin. In primavera riscopriamo i tesori che un po’ di grigiore invernale ci aveva nascosto, messi da parte… chissà dove… aiutandoci a volte anche a dimenticarli… Con la primavera ci stupiamo ingenuamente come bambini, ci meravigliamo del silenzio, delle foglie che si risvegliano, dei mattini tiepidi, dei pomeriggi di sonnellino… delle mimose e delle rose, delle domeniche con le radio accese, tra gli urli improvvisi per un gol… Mi viene da pensare a Ninetto Davoli… il povero Otello nel film “Cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini, quando il suo corpo di marionetta viene gettato in una discarica… ma in quella occasione, per la prima volta nella sua vita, ha l’opportunità di ammirare il cielo… e rimane splendidamente sconvolto dalla bellezza delle nuvole, di semplici, normalissime nuvole. Noi, così presi dai nostri giorni, camminiamo velocemente rivolgendo lo sguardo alla fretta dei nostri passi, e forse nemmeno ci ricordiamo che le nuvole esistono… che sono lassù a giocare nelle stanze del cielo… Ce ne rammentiamo invece quando ci rabbuiano il volto mentre siamo sdraiati a prendere il sole… o quando dense e tenebrose minacciano il nostro meritato week-end di riposo… e allora le odiamo… Ma in questa primavera… sono altre le nuvole che ci impensieriscono, e non somigliano al disegnino che facevamo da bimbi e che mostravamo ai nostri genitori come trofei… e non ricordano nemmeno i soffici batuffoli d’ovatta che ci terrorizzavano quando si coloravano di spirito… No… queste nuvole sono scure, ma non come quelle di un temporale, che tutto sommato è piacevole quando ce ne stiamo nelle nostre case, e ci sentiamo protetti, sicuri… Queste nuvole sono nere, fumose, sporche… riempiono un cielo di fuoco e di cenere, di brividi e terrore, odorano di terra bruciata, di umanità calpestata, hanno il volto di bambini che forse perderanno il sorriso per sempre senza sapere il perché… di uomini e giovanotti l’uno contro l’altro senza sapere il perché… di mamme che salutano i loro figli senza sapere il perché… ma devono credere e convincersi che sia giusto così… è una questione di mente… E non è poi così banale nemmeno un povero corpo di un cammello innocente… anche lui di tutto questo non sapeva niente… Il nostro cuore non sa che fare… si spinge da un lato a farsi del male per alleggerirsi un po’ la coscienza… e allora si nutre di informazioni, si perde nel labirinto di una scatola magica per compiangersi, per rammaricarsi della povera gente… delle povere creature; da un altro lato è tentato di chiudere gli occhi, di ignorare lo schermo rosso… di gustarsi sempre e comunque una splendida domenica di sole, di fiori, di profumo d’erba mischiato a quello del pane caldo, in qualche villa che ospita banchetti improvvisati… Ho cercato anch’io un po’ di riposo a Villa Pamphili, mi sono sdraiato, ho chiuso gli occhi, e tra i cerchi colorati che si moltiplicano grazie alla luce del sole che trapassa le palpebre… mi arriva un pensiero… Non sarà mia questa primavera, non avvolgerà tutti i miei sensi, non svelerà segreti… non scoprirà altri tesori preziosi… Le nubi sono sempre lì… e per molto tempo ancora turberanno i miei momenti di serenità… Mi manchi incantevole primavera… deliziosa stanchezza, dolce dormire, preziosa scoperta d’amore e limpidi affanni del mio cuore…“pecchè sta primmavera a te me fa pensà… chissà addò staje stasera… si m’aje scurdato già…” (Pino Daniele, Questa Primavera, 1993).




 
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