Renato Rascel nel 2012 avrebbe compiuto 100 anni.
26 gennaio, 2013   |  

Il piccoletto, il corazziere a dispetto della sua statura è stato un gigante del teatro Italiano.

Dall’Avanspettacolo alla rivista, alla commedia musicale, alla prosa al cinema, alla radio, alla televisione, un attore completo

E’ uno dei monumenti del teatro leggero italiano, purtroppo oggi un po’ dimenticato.

Autore di molte canzoni, ha dato il sapore dell’epoca in cui le scriveva, e contribuisce a conservare la memoria di un periodo, il nostro modello culturale, è l’autore che ha cantato Roma più di altri, la sua città.

Vorrei ricordare tra le molte canzoni Arrivederci Roma scritta nel 1954 con Garinei e Giovannini, la musica di Kramer. Un successo mondiale poiché sembrava ripercorrere in modo sintetico il film:

Vacanze Romane realizzato nel 1953 con la regia di Wiliam Wyler interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn.

La canzone narra come i turisti che vengono a Roma, quando ripartono per il loro paese, pieni di nostalgia, ricordano la città eterna. La canzone, ha fatto il giro del mondo ed ha aperto una nuova fase nella storia della canzone romana. Una canzone forse turistica, che ricorda altre due Fontana di Trevi e Suvenir d’italie. Oggi potremmo dire che questa canzone ha sicuramente contribuito all’incremento dell’arrivo di turisti a Roma e in Italia aumentando e creando sviluppo e occupazione.

In Italia la prima interprete è stata Jula De Palma, oltre a Renato Rascel Claudio Villa ecc… nel mondo è stata interpretata, tra gli altri, da Dean Martin – Mario Lanza – Nat King Cole e dal polacco Janusz Gniatkowski.

Renato Rascel con Arrivederci Roma ha sicuramente superato se stesso.

Nel 1958 da questa canzone è stato girato, con scarso successo, un film con il nome della canzone, con la regia di Roy Rowland, al secolo Mario Russo, interpretato da Mario Lanza, Marisa Allasio, Renato Rascel ed altri bravi interpreti.

Nel 1990 è stato realizzato un breve film di 28 minuti con il titolo della canzone, la regia di Clive Donner, regista inglese, da un soggetto di Patrizia De Cresenzo, interpretato tra gli altri da Elsa Martinelli, anche questo ebbe scarso successo.

Renato Rascel (al secolo Renato Ranucci) nasce, per caso a Torino il 27 aprile 1912, da Cesare Ranucci (cantante d’operetta) e Paola Massa (ballerina classica) in una tournée della compagnia dove lavoravano i genitori.

Riceve il battesimo nella Basilica di San Pietro secondo il desiderio del padre, romano da sette generazioni, ed alla città eterna la sua vita resterà sempre legata.

Nel ricordo di Rascel come cantante e autore, vorrei sottolineare la riflessione attuale sulla società che ci rammenta, come le canzoni possono far rivivere un pezzo del nostro passato, ricordare una parte della nostra storia, poiché concorrono a costruire il modello culturale dell’epoca in cui sono state scritte.

Romantica è una delle canzoni, che hanno avuto un grande successo, con la musica di Renato Rascel e le parole di Dino Verde. Romantica ha vinto il Festival di San Remo nel 1960 in coppia con Tony Dallara.

Per ricordare l’intelligenza e l’intuito di Renato Rascel vorrei ripercorrere sinteticamente cosa accadeva in quegli anni. In Italia, tra gli anni cinquanta e gli anni settanta, era il periodo del bum ecomonico, di nuovi mercati che si aprono, e anche l’intrattenimento, tutto questo settore merceologico contribuisce a creare sviluppo e occupazione nel nostro paese.

Nel 1955 arriva in Italia il juke-box; inventato in USA, ebbe un grande successo, la scatola per ballare Juke (ballare) box (scatola) che conteneva fino a 200 dischi a 45 giri. Il Juke-box è stata costruita solo perché nel 1949 la RCA Victore aveva inventato un disco di soli 17 centimetri che conteneva una sola canzona e andava a 45 giri.

I juke-box in Italia nel 1956 erano 500, mentre nel 1960 erano tra i 4000 e i 15000, usati soprattutto dalle giovani generazioni per ballare e ascoltare musica moderna.

Il 26 novembre del 1956,in Italia arriva il Flipper che era stato inventato in USA dalla ditta Bally (specializzata in distributori automatici) che lo aveva lanciato poiché i disoccupati avevano pochi spiccioli in tasca e tanto tempo libero da occupare.

Nel 1958 esploderà hula-hoop (cerchio) hula (danza hawayana) lanciata dalla cantante Teresa Brewer, altro strumento dell’intrattenimento usato dalle giovani generazioni anche per accompagnare il ballo.

Il 1958 è l’anno che rappresenta uno spartiacque per la musica in Italia; ricordiamo brevemente tra gli altri avvenimenti in questo settore, che la RCA distribuisce in Italia i dischi di Elvis Presley il più popolare interprete del rock and roll, che molto ha contribuito a modificare i costumi delle giovani generazioni e Domenico Modugno trionfa a San Remo con Il Blu dipinto di Blu (Volare), cantanti e canzoni ascoltati principalmente con i Juke-box.

Nel 1951 sono venduti 3 milioni di dischi, mentre nel 1956 9 milioni, nel 1958 16 milioni ed è questo l’anno in cui il 45 giri sostituisce il disco a 78 giri.

In questo clima musicale hanno successo alla RADIO RAI trasmissioni come il discobolo, nata nel 1953 di Vittorio Zivelli, inoltre in quegli anni in Italia, si svolgono circa 500 manifestazioni canore e rotocalchi come Sorrisi e Canzoni nata nel 1952 con il sottotitolo di “Settimanale di radiocanzoni e varietà” che era divenuta la prima rivista italiana per tiratura con circa un milione di copie, in un paese dove l’analfabetismo era del 13% circa.

Nello stesso periodo sono realizzati i musicarelli, e vanno per la maggiore i Film nusicali Italiani come I ragazzi del juke box -Urlatori alla sbarra ecc…

Le manifestazioni canore come il Cantagiro, Castrocaro,Festival Bar, Un Disco per l’Estate, ecc… hanno un grandissimo successo.

Il progresso tecnologico, le innovazioni, insieme alla creatività, producono, nuovi prodotti, dei diversi modelli di consumo, incrementando la crescita economica e l’occupazione, in maggioranza giovanile.

Nel 1960, in questo clima canoro, nel partecipare al Festival di San Remo, Remato Rascel , con intelligenza, decide di fare coppia con Tony Dallara.

Tony Dallara, ricordiamo (al secolo Antonio Lardera) è il caposcuola degli urlatori Italiani, nel 1958 aveva fatto uno strepitoso successo con la canzone Come prima (imita bene il singhiozzo di Tony Williams la voce solista dei Platters altro gruppo musicale di successo in Italia) .

Nel 1960 Renato Rascel in coppia con Tony Dallara , quindi, partecipa al Festival di San Remo e presenta la canzone Romantica in due versioni una melodica ed una in versione “URLATORI”. La canzone era cantata in modo sussurato da Renato Rascel, in aperto contrasto con la versione “urlata” cantata da Tony Dallara. Fu Dallara a portare alla vittoria la canzone Romantica di Renato Rascel al Festival di S.Remo nel 1960.

La vittoria tuttavia non fu senza polemiche, in quanto, Rascel verrà accusato di aver copiato la musica, per questa ragione vi fu una causa in tribunale che vedrà Rascel vincitore grazie ad una perizia di parte firmata da “nientepopodimeno che” da Igor Stravinski.

La canzone parteciperà anche all’ EUROVISION Song Contest arrivando all’ottavo posto.

In seguito si sono realizzate molte versioni, in altre lingue della canzone, tre delle quali nel solo 1960. Una di queste, quella di DALIDA raggiunse le vette della classifica francese per una settimana, come anche la versione INGLESE di Jane Morgan. La versione Estone, del Quartetto Maschile della Radio estone era stata intitolata Romantika. Per due stagioni del talk show estone Rahva Oma Kaitse, questa versione della canzone Romantica è inserita nei titoli di coda. Tra le varie versioni ricordiamo anche quella realizzata in lingua GIAPPONESE.

Il giovane Renato Ranucci negli anni della sua infanzia era stato affidato dai genitori ad una zia, a causa del loro lavoro che li costringeva a continui spostamenti, Renato cresce nell’antico rione di Borgo, insieme alla sorella Giuseppina (scomparsa prematuramente a soli diciassette anni). Frequenta la Scuola Pontificia Pio IX, gestita dai Fratelli di Nostra Signora della Misericordia i quali, oltre ad impartire l’insegnamento scolastico, organizzavano corsi di canto, musica e recitazione. Già durante la partecipazione a queste attività Renato mostra i segni del suo precoce talento, al punto di essere ammesso a far parte, all’età di dieci anni, nel Coro delle Voci Bianche della Cappella Sistina, allora diretto dal famoso Maestro don Lorenzo Perosi. Negli anni trenta si esibisce per la prima volta in pubblico come batterista di un complesso jazz di dilettanti scritturato dal Circolo della Stampa.

Rascel vuole lavorare nel modo dell’intrattenimento, inventa un nuovo modo per far ridere il pubblico, ed ha l’intuito di cogliere che le generazioni più giovani possono apprezzare la sua “nuova” comicità, e trovare nelle sue battute senza senso, l’antidoto al clima oppressivo dell’epoca fascista. Nasce così la comicità di Rascel, nuova e diversa rispetto a quanto offre il panorama artistico dell’epoca che si basava principalmente sui doppi sensi sessuali.

Rascel inaugura un umorismo più ingenuo e disarmante, a volte anche infantile e surreale, che si caratterizza per l’imprevedibilità e la repentinità delle trovate, spesso improvvisate, che spiazzano il pubblico anche per la fisicità con cui l’attore tiene il palcoscenico, con “prestazioni” che non di rado evidenziano le non comuni doti atletiche.

Per Renato RASCEL le rappresentazioni teatrali, gli spettacoli in piazza sono una gara con il pubblico che RENATO vuole vincere e non si scoraggia mai qualunque sia il pubblico. Questa è stata la sua grande scuola, il confronto costante e diretto con le diverse persone che assistevano ai suoi spettacoli. Il personaggio di Renato Rascel, oltre al successo nel teatro di rivista, aveva attirato l’attenzione di intellettuali del calibro di CESARE ZAVATTINI e VITTORIO METZ che scrivono per lui il soggetto e la sceneggiatura del suo primo film. Nel 1942 hanno quindi inizio le riprese del film che doveva intitolarsi Un manoscritto in bottiglia, ma durante la lavorazione Rascel conosce l’attrice TINA DE MOLA, della quale s’ innamora e scrive per lei la canzone Pazzo d’Amore, che diventerà la colonna sonora ed il titolo del film, diretto da Giacomo Gentilomo.

Il 19 luglio 1943 Rascel e Tina De Mola si sposano, ma dopo 8 settembre, in seguito alla caduta del fascismo ed all’occupazione di Roma da parte dei nazisti, Rascel e Tina, invisi alle autorità occupanti, furono costretti a nascondersi trovando rifugio in Vaticano.

In seguito Renato Rascel manifesterà la propria gratitudine per il suo salvataggio collaborando con la sezione propaganda e stampa della DEMOCRAZIA CRISTIANA e partecipando al film di propaganda Ho scelto l’amore.

Renato Rascel è stato una delle figure più importanti del nostro teatro di varietà, soprattutto per quella sua genialità stralunata che gli ha fatto creare personaggi di rottura nel clima spesso convenzionale della comicità, che con lui diventa surreale. Dal teatro al cinema, dalla commedia alla radio e alla tv, la sua identità non ha mai mutato carattere, piegando gli stereotipi a una complice bonomia che attraversava il suo lavoro.

Un attore completo un grande, un maestro che non può essere legato a un genere specifico.

La risata per ciascuno di noi scatta per il contrasto delle situazioni rappresentate.

Ettore Petrolini e Totò sono stati comici del surreale e ridevamo e ridiamo quando vediamo dei spezzoni di repertorio proprio per questa loro specifica capacità

Noi sappiamo che i genitori di Renato Rascel hanno lavorato con Petrolini e Renato lo ha conosciuto, ma la comicità di Petrolini era sarcastica e pungente interpretando l’epoca in cui viveva.

Renato Rascel era lo scemo e con questa sua interpretazione ha inventato una nuova comicità che lo ha reso unico nel suo genere.

Renato Rascel come molti attori ha cambiato il modo della sua recitazione nella sua vita di attore, adattando la sua interpretazione all’e varie esigenze, all’inizio è stato surreale, successivamente ha interpretato l’attore più tradizionale, come nel film del 1959 Policarpo ufficiale di scrittura di Mario Soldati, vincendo il David di Donatello, infine ha interpretato l’attorte drammatico come nel Cappotto un film di Alberto Lattuada del 1952,vincendo il Nastro d’argento o nel Gesù di Nazaret di Franco Zeffirelli,e in altre interpretazioni teatrali, eccellendo in tutte queste interpretazioni.

Il cinema comico Italiano dei primi anni del dopoguerra e “del bum economico” è stato realizzato tutto da attori del varietà e Renato Rascel nella sua vita artistica ha interpretato circa 50 film, anche se molti erano da lui considerati Alimentari ovvero se non di grande spessore, avevano il pregio di essere ben pagati.

Garinei e Giovannini danno una svolta alla rivista italiana, inventando le prime favole o commedie Musicali Italiane. Il nuovo genere, il nuovo modo di fare la rivista musicale in Italia, era stato influenzato da un viaggio in USA, a Broadway, di Sandro Giovannini e i due autori chiamarono Renato Rascel ad interpretare le prime commedie musicali.

Il “piccoletto” perseguire “la filosofia” del nuovo musical italiano, modifica il suo repertorio mettendo in evidenza le sue capacità non solo nella recitazione, ma anche come ballerino, cantante e la sua forte presenza scenica.

Ricordiamo queste prime tre commedie musicali tutte create da Garinei e Giovannini:

Nel 1952 Attanasio Cavallo Vanesio è una commedia musicale in due tempi scritta e diretta da Garinei e Giovannini che debuttò il 15 dicembre al Sistina di Roma.

Gli interpreti erano Renato Rascel e Lauretta Masiero, ed è considerata la prima commedia musicale Italiana, ebbe un grande successo a teatro.

Nel 1953 il 23 dicembre debutta, al Sistina di Roma, Alvaro Piuttosto Corsaro sempre di Garinei e Giovannini con Renato Rascel e Tina de Nola , Gino Landi, e le Bluebell e le Pert Sisters che avevano partecipato alla commedia musicale Attanasio cavallo Vanesio.

Nel 1954 il 25 dicembre al Sistina di Roma debutta la commedia musicale Tobia la Candida Spia sempre di Garinei e Giovannini con Renato Rascel e Alba Aranova, una famosa soubrette del “teatro Colon” di Buenos Aires (Argentina) moglie del direttore d’orchestra Gianni Ferrio, e con L’American Brodway Ballet che avevano sostituito le Bluebell e The Harlem’s Kids che sostituirono le Peter Sisters sempre per dare a tutte queste commedie musicali un respiro internazionale.

Rascel ha portato al successo alcune canzoni di queste commedie musicali e ricordiamo tra le altre:

La mia donna si chiama desiderio – Ninna nanna del cavallino – Angolo di cielo – Dove vanno a finire i palloncini.

Da queste commedie musicali furono girati due film uno su Attanasio cavallo Vanesio e un altro su Alvaro piuttosto Corsaro, due film con un successo decisamente minore a quello che queste due commedia avevano ricevuto al teatro, inoltre erano state girate con le stesse scenografie teatrali, con una tecnica di ripresa che metteva la cinepresa al posto degli spettatori, come era consuetudine negli anni ’50 nel riproporre questo specifico genere, dei film decisamente “alimentari”.

Prendiamo in esame solo il primo per ricordare il piccoletto come uno dei grandi attori italiani, un maestro. La versione cinematografica ,decisamente ha avuto meno successo, della commedia musicale vista al teatro, con le stesse scenografie teatrali, le ballerine che mostrano le loro belle gambe e una comicità che risente di quegli anni, ricordiamo che una delle subrette è Sandra Mondaini che avrà grande successo con il marito Raimondo Vianello in televisione.

Nel 1953 fu girato il film Attanasio Cavallo Vanesio diretto da Marcello Mastrocinque Interpretato da Renato Rascel e Tina De Mola ( da cui Renato Rascel aveva divorziato nel 1948) che sostituisce Lauretta Masiero interprete teatrale.

E’ uno dei primi film girato a Colori con il sistema Ferraniacolor, il solo esempio in Europa di materiale sensibile a colori nel dopoguerra, la tecnologia italiana applicata al cinema.

Nel film Renato Rascel ottimo ballerino, fa una citazione di Jene Kelli, e le

The Peters Sisters e insieme alle famose ballerine del gruppo Bluebell davano un respiro internazionale.

L’idea di Renato Rascel era quella che alcune volte, nella vita e nel lavoro, si può essere perdenti ma mai vinti, e con questa filosofia di vita ha sempre trovato il modo di affermare la sua professionalità con grande intelligenza in tutti i campi in cui l’ha praticata.

Il 5 gennaio 1991 ci ha lasciato; senza il piccoletto un vuoto professionale, dalla rivista, alla commedia musicale, alla prosa al cinema, alla radio, alla televisione, e sicuramente potremmo pensare anche nell’ utilizzo delle nuove tecnologie digitali (Internet), un attore completo che ancora nessuno ha sostituito in pieno.

P.S. chi vuole approfondire:

www.renatorascel.com/

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/tematiche/speciali/ContentSet-7489bb3e-9cb1-45bb-8a2c-b32d890b2b6a.html#item=ContentItem-90f691e9-4cfa-4037-8034-611048bbfaea




 
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