RIFLESSIONI SU CIO’ CHE HA RAPPRESENTATO LA “GIORNATA DELLA MEMORIA”
2 febbraio, 2013   |  

Il 27 Gennaio 2013 si è svolta, nel nostro Paese e in Europa, la “ giornata della memoria”, al fine di non dimenticare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), commemorare le vittime del nazifascismo e dell’olocausto.

Ciò che è successo nei campi di sterminio è una pagina nera della storia dell’umanità. Ebrei, oppositori politici, zingari, omosessuali, contrari al regime nazista sono stati barbaramente eliminati. Ne sono testimonianza l’inferno delle camere a gas e i forni crematori.

Ogni anno, appunto, il 27 gennaio si è soliti ricordare quei tragici avvenimenti. Il ricordo è essenziale, per far si che ciò che è stato non abbia più a ripetersi in nessuna altra parte del mondo.

La drammaticità di tali eventi, ovvero crimini contro l’umanità, deve porre all’uomo una serie di domande e riflessioni. Perché è potuto succedere tutto questo? Perché si è voluto togliere alle persone la propria dignità, violando il principio della dignità umana?

A tale scopo è fondamentale far menzione  di quanto enunciato da Kant sul “principio della dignità umana”, quale seconda formula dell’imperativo categorico: “Agisci in modo da trattare l’umanità, tanto nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre anche come un fine e mai unicamente come un mezzo”. Kant stabilisce, così, ogni uomo, ogni essere dotato di ragione, come fine in se stesso, possiede un valore non relativo (com’è, per esempio, un prezzo) ma intrinseco, cioè la dignità  (N. Abbagnano – Dizionario di filosofia).

Ciò che il regime nazista ha determinato è stata la perdita di dignità di ogni persona vittima di persecuzione e/o di sterminio. Nei campi di sterminio di Auschwitz, Belzec, Birkenau e Dachau si è reso, sistematicamente, l’assassinio di massa. Conosciuti anche come “campi della morte”, i sopra citati campi di sterminio sono stati vere e proprie “fabbriche di morte”.

Altra domanda che dobbiamo porci è: perché Dio ha permesso il verificarsi di tali eventi drammatici? Perché Dio non ha ascoltato la sofferenza di tante persone? Le persone “ospiti” dei campi di sterminio di Auschwitz, Belzec, Birkenau e Dachau  in che condizione vivevano? In chi e in che cosa avevano fiducia?

La risposta drammatica è che il loro stato era di “non persona”. La vita non era più vita e, per assurdo, neanche la morte era più morte. Le persone non erano più persone, ma semplicemente “numeri”; numeri che venivano riportati sul pigiama e tatuati sul braccio.

Con lo sterminio si è infranta la sacralità della vita e della morte. Di fronte a tali mostruosità, perpetrate da uomini (se così si possono chiamare), ci si pone l’interrogativo se si possono perdonare gli artefici di tale carneficina. Chi, semmai, può perdonarli? Solo le persone che sono state vittime di tali atrocità, potrebbero perdonare i loro carnefici. Per i superstiti, per i parenti delle vittime, per gli storici, per le autorità religiose non vi potrà mai essere alcuna forma di perdono.

Neanche Dio può  perdonare gli artefici di tali mostruosità! E’ Dio che deve condannare loro alla sofferenza eterna.

La giornata della memoria ci obbliga tutti ad una profonda riflessione, proiettati come siamo, alle prossime elezioni politiche. Nel mio cuore, come nel cuore di tanti italiani è viva la speranza che il Centro Sinistra vinca le  prossime elezioni politiche. Una affermazione del Centro Sinistra sarebbe, sicuramente, un valido baluardo di difesa dei valori democratici e dell’antifascismo. Un baluardo contro i vari tentativi di coloro che cercano di sminuire, sottovalutare e/o dare un giudizio parziale sulle responsabilità  storiche di coloro che sono stati gli artefici delle ideologie nazifasciste.




 
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