Rinnovare il senso di fiducia
20 ottobre, 2012   |  

Lo scempio della legalità al quale assistiamo in questi giorni è un tragico esempio di mancanza del senso dello stato. E’ un vero insulto della classe dirigente ai cittadini tutti, quelli che di questo paese sono il motore, quelli che lavorano, producono, pagano e si indebitano, mentre la prima sperpera.

Il misero spettacolo offerto da alcuni consiglieri della Regione Lazio spinge la collettività a generalizzare, a estendere a tutta l’aula consiliare il pessimo giudizio che si ha degli “onorevoli”, ormai percepiti senza senso del pudore e del bene comune, come utilizzatori di fondi pubblici per scopi assolutamente privati e temiamo, ma sarà la magistratura a darci una risposta, illeciti.

Eppure non dobbiamo lasciare che questo nostro scoramento ci pervada o che la legittima indignazione detti un’agenda basata sulla emergenza.

Berlinguer aveva ragione: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”.

La così detta “Questione Morale” non riguarda la morale, l’etica della politica, ma la democrazia stessa. La tenuta del patto fiduciario tra eletto ed elettore, la credibilità delle istituzioni più che di quella del singolo che in quella istituzione presta il proprio lavoro “pro-tempore”.

Certo la tangente non è un biglietto da visita accettabile, la concussione o la corruzione non sono strumenti ammissibili per un legislatore o un amministratore.

Ma, chiariamoci, a questi fenomeni  il PD ha già risposto.

Nello statuto del Partito Democratico e negli organismi che lo compongono, nei rappresentanti che esprime, c’è già una gran parte delle proposte che sento ripetere – spesso a vuoto – da tanti esponenti politici in questo periodo: incandidabilità dopo condanne o dopo le due legislature, intolleranza verso le forme di abuso d’ufficio e verso fenomeni di corruttela.

Gli strumenti per la selezione dei rappresentanti, sebbene spesso denigrati, ci sono e sono un momento di riflessione e di partecipazione.

Questo sono le Primarie, uno straordinario momento di partecipazione.

Ora però questo strumento di selezione dei rappresentanti PD non può essere considerato una “chiamata a correità” ma una assunzione di responsabilità questo sì, una richiesta a pretendere Trasparenza e non solo a chiederla, una maggiore attenzione ai meccanismi delle istituzioni democratiche, dei suoi singoli componenti.

Un PD capace di esprimere eccellenze a livello di amministratori (e li possiamo anche elencare tranquillamente) e capace di interpretare la società e di darle un indirizzo guardando al futuro, è non solo un nostro – ed un mio particolare – obiettivo, ma una risorsa per il paese.

“Pensare prima all’Italia” non è solo uno slogan, è la sintesi di uno spirito di servizio che vorremmo sentire spesso e da tutti.

Ed è proprio questo quello che cercherò di fare in Condivisione Democratica, dare il mio contributo al dibattito interno ed esterno al PD per lavorare assieme contro la demagogia e la diffusa illegalità, per rinnovare il senso di fiducia in questa nostra Italia che è, e resta, un paese meraviglioso.




 
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