Stephen Hawking
14 marzo, 2018   |  
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Stephen Hawking oltre ad essere più che uno dei più fisici teorici della storia moderna è una icona popolare moderna.
E’ entrato nella coscienza collettiva come uno degli esempi della non limitazione della mente umana alle difficoltà, alle enormi difficoltà, presentate dalla natura del materiale del corpo.
Ha scritto molto, ha scoperto molto, ha teorizzato molto e si è anche divertito molto nella sua vita. Nonostante costretto su una sedia da giovane, già a 21 anni, ha continuato a pensare e ha sfidare i confini della conoscenza umana. Tanto che ci sono scoperte che portano il suo nome, come i tanti libri che ha scritto: Da “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo” del 1988, al più recente “Il grande disegno” del 2010, ma anche libri per ragazzi scritti con la figlia Lucy come “La chiave segreta per l’universo – George’s Secret Key for the Universe” dove la scienza si combina all’avventura e alla fantascienza.
Studierò meglio i suoi scritti che per me sono una avventura che non ho mai percorso.
Intanto ridacchio leggendo due delle sue frasi:
 
« Einstein sbagliò quando disse: “Dio non gioca a dadi”. La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonde gettandoli dove non li si può vedere. »
 
“Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza”.
 
Certo…qual giorno migliore per morire per Stephen Hawking, se non il “Giorno del PiGreco“?




 
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