Una nuova primavera per la Cultura
19 marzo, 2014   |  

Con la cultura non si mangia , mai frase fu più infelice.

A questa affermazione si potrebbe anche rispondere che i benefici immateriali, non quantificabili economicamente, hanno la loro importanza nella vita dell’uomo. Ma una risposta è possibile anche restando nell’ambito dell’economia. Senza citare numeri e statistiche si può vedere il sold out a Londra della mostra su Pompei “Life and death” mentre sotto il vesuvio la vera Pompei si sgretola portandosi via interi pezzi della nostra cultura oppure ricordare le notti bianche che fecero di Roma un caso internazionale e che mossero l’economia della città non solo per una notte, oppure si può notare il successo del recente tour de “La Grande Bellezza” per rendere omaggio a Roma e al film premio oscar: la curiosità di vedere opere normalmente “nascoste” e scoperte solo dopo un volo a Hollywood.

Forse basterebbe solleticare la curiosità, portare la cultura alla gente renderla accessibile mentalmente. Mi chiedo perché nel nostro paese ci sia, molto spesso, questa visione della cultura seriosa, noiosa statica quando all’estero una mostra è sempre accompagnata anche da un lato ludico, interattivo, moderno. Dopo anni di letargo dove l’Italia è stata il fanalino di coda in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (dati Eurostat) in cui i musei faticano ad andare avanti per mancanza di personale e di direttori che abbiano una nomina ufficiale, e non un incarico virtuale o sporadico qualcosa si sta muovendo da Strasburgo.

Partendo dal presupposto che l’Europa è caratterizzata da una varietà di popoli, tradizioni, identità nazionali e regionali differenti, così come da diversi livelli di sviluppo economico e sociale, la Commissione europea ha previsto una serie di iniziative per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio culturale e delle dinamiche socio-culturali attraverso programmi specifici di ricerca e innovazione. In particolare ha scelto di privilegiare, da un lato, la costruzione di un’ identità europea e dall’altro lato, incentivare gli studi sulle più moderne tecnologie digitali per facilitare l’analisi, la comprensione e la tutela del patrimonio culturale Europeo, con l’intento di massimizzare il valore socio – economico del nostro patrimonio culturale aprendo la strada a utilizzi più creativi ed a esperienze d’uso più ricche da parte degli utenti.

La consapevolezza dell’importanza di questo settore e della risorsa inesauribile che la cultura rappresenta per la nostra nazione ha accompagnato il percorso che ha condotto all’ approvazione da parte della commissione europea di Europa Creativa 2014-2020, programma fortemente voluto dall’euro deputato PD Silvia Costa, dedicato ai settori culturale, creativo e audiovisivo. Quasi un miliardo e mezzo per i prossimi sette anni divisi tra i subprogrammi Cultura, Media e una sezione transettoriale.

Credo infatti che l’efficacia delle politiche culturali europee – spiega Silvia Costa – possa essere garantita solo ribadendo la loro trasversalità rispetto a tutte le politiche dell’Unione e sollecitando l’attenzione degli operatori del settore e degli attori locali degli Stati Membri verso tutta la programmazione 2014-2020”.

Occorre anche ricordare gli altri programmi comunitari di sostegno alla cultura, alla formazione e alla ricerca e innovazione: Erasmus Plus, le key actions del nuovo ciclo dei Fondi Strutturali e Horizon 2020 , il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea.

Speriamo che questo vento di primavera che proviene dall’Europa sia l’inizio del risveglio per la nostra cultura . Ci sono tutti i presupposti per svegliarsi da questo letargo .

Vorrei concludere con una frase di Giovanni Gentile, presidente della Fondazione Florens di Firenze laboratorio permanente di economia dei beni culturali e ambientali.

La cultura non è un costo né un lusso, è una risorsa. Lo è in generale, ma ancor più in tempi di crisi. E’ uno dei pochi settori che possono produrre risultati rilevanti. Non dimentichiamo che parliamo di una risorsa nostra, che nessuna ci può togliere, perché l’arte, il patrimonio architettonico, l’ambiente sono l’essenza dell’Italia…

 

 




 
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