Vestiti dei sogni
27 febbraio, 2015   |  

L’avevamo anticipato circa un mese fa, l’ingegno e l’estro italiani erano di nuovo in lizza per un Oscar .

Il 22 febbraio è arrivato un nuovo Academy Award. La nostra Milena Canonero ha conquistato la sua 4° statuetta con il film Grand Budapest Hotel per i miglior costumi.

Certo da italiana sono contenta, questi eventi fanno nascere quell’impeto di nazionalismo che molte volte si è portati a nascondere, ma questo premio mi pone però una piccola riflessione: sicuramente la capacità, la creazione e l’innovazione è tutta italiana, la Canonero nasce in territorio italiano e studia nei nostri confini, ma le possibilità concrete le sono stata date in terra straniera e questo lascia un certo sapore amaro in bocca, un deja vu vissuto svariate volte.

Comunque per restare positivi e propositivi segnalo la possibilità di vedere le creazioni del nostro premio Oscar dal vivo.

Nella splendida cornice di Palazzo Braschi, a Piazza Navona, si celebra fino al 22 marzo l’ eccellenza italiana dei costumi per il cinema. La mostra dedicata ai “Vestiti dei Sogni“ offre la possibilità di ammirare dal vivo gli abiti indossati dai grandi protagonisti dei film che hanno fatto la storia del cinema: da Audrey Hepburn in Guerra e Pace, a Toni Servillo nella Grande Bellezza da Claudia Cardinale nel Gattopardo a Alberto Sordi nel Marchese del Grillo.

La mostra è promossa da Roma Capitale Assessorato Cultura e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e realizzata dalla Cineteca di Bologna ed Equa di Camilla Morabito.

Qui tutte le informazioni: http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/i_vestiti_dei_sogni

Attraverso i nomi dei più celebri costumisti italiani tra i quali i premi Oscar  Piero Tosi, Danilo Donati, Gabriella Pescucci e appunto Milena Canonero, è possibile  ripercorre la storia della grande fabbrica del cinema,  da sempre un mondo magico, dalle  sue origini ai giorni nostri.

I vestiti dei sogni – racconta il direttore della Cineteca di Bologna e curatore della mostra Gian Luca Farinelli – è divisa in due parti: percorso principale e col­lezione permanente. Quest’ultima è la parte più libera, in cui si è scelto di collocare i costumi “in un dialogo ispirato ai dipinti esposti nella collezione di Palazzo Braschi”.

La mostra raccoglie oltre 100 abiti originali, decine di bozzetti e una selezione di oggetti, scarpe, parrucche, accessori.

I costumi sono creati per vivere, indossati dagli interpreti, durante il breve tempo delle riprese – e poi per sempre nelle immagini dei film e nell’immaginario collettivo. Esibirli al di fuori di quel contesto rischia sempre di trasformarli in qualcosa di statico, senza vita. “Per questo abbiamo  chiesto – continua Farinelli – a uno dei più valenti direttori della fotografia del cinema contemporaneo, Luca Bigazzi, di immaginare per i costumi esposti un percorso di luci; e così è stato. Ha illuminato i manichini con un gioco di penombre e squarci di luce donando nuova vita ai costumi, risaltando le morbidezze delle stoffe, i colori, l’eleganza.”

I vestiti sono anche spesso accompagnati dalle immagini del film e dalla colonna sonora. Magico il valzer del Gattopardo che dilaga in tutto il palazzo.

Una mostra che consiglio tanto anche per i bambini, per avvicinarli al mondo fantastico del cinema in modo divertente e inusuale.

Il volto nella locandina della mostra è quello di Sandra Milo musa di Fellini per il film “Giulietta degli Spiriti”.

 

-Nella foto i costumi di Gabriella Pescucci per “L’età dell’innocenza” di Martin Scorsese -




 
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