Votare PD? Ecco alcuni buoni motivi per farlo
20 febbraio, 2013   |  

Votare PD? Ecco alcuni buoni motivi per farlo.

Perché è un partito …

  • Che, unico, non ha un padrone né un leader inamovibile, avendo invece legittimato il suo leader, attraverso le primarie
  • Che, con lo stesso strumento, ha rinnovato la rosa delle sue candidature ed escluso gli impresentabili
  • Che può garantire la presenza in Parlamento, per la prima volta nella storia,  di una percentuale di almeno il 40% di donne
  • Che è leader di una coalizione ben più solida delle altre.  L’estremista Vendola, attaccato ogni giorno, è quello che governa, confermato, la più avanzata regione del Mezzogiorno e una delle meglio amministrate d’Italia.
  • Che mostra di volere e sapere governare, non presentando proposte  mirabolanti e impossibili, maimpegni realizzabili
  • Che guarda all’Europa, non quella dei banchieri, della finanza e del liberalismo spinto, ma un Europa seria, rigorosa ma con occhio attento al sociale e al benessere collettivo
  • Che pone al primo posto i problemi del lavoro (giovani, donne, precari, licenziati) e delle tutele,  e il sostegno delle fasce più deboli o che stanno scivolando verso la povertà
  • Che sa bene che senza destinare risorse alla scuola, alla formazione e alla ricerca, non potremo mai recuperare competitività
  • Che tutela la Costituzione, come base di civiltà e fonte dei diritti, contro le velleità di chi vuole stravolgerla
  • Che vuole far rispettare i diritti civili, la parità di genere e i presidi per le donne e la famiglia, eliminare istituti discriminanti (coppie di fatto, gay) , includere i nuovi cittadini (immigrati) che nascono, lavorano, vivono e pagano le tasse in Italia.
  • Che vuol combattere corruzione (al contrario del PDL) e l’evasione,  e vuol gestire le poche risorse disponibili e quelle che si recupereranno,per rilanciare l’economia e assicurare adeguati livelli di welfare.
  • Che punta a nuovi settori produttivi (green economy / servizi/ nuove tecnologie) e valorizzare anche economicamente  le ricche risorse culturali e ambientali.
  • Che non pensa a nuova tassazione, ma a ridistribuire più equamente i carichi, riducendoli a partire da quelli più bassi per accrescere la capacità reale di spesa.
  • Che è per la giustizia e non per il giustizialismo, per il ripristino della legalità, per la laicità dello stato, per l’abolizione di privilegi e norme ad personam o per ”caste”, per uno stato più snello, con autonomie responsabili e meno opprimente nella sua burocrazia.

 

Infine, perché è un partito che ha tanti difetti.

Ma meno di tutti gli altri. 

E, più di ogni altro, sta dimostrando di volerli  e saperli correggere.




 
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