60 Candeline per il Signor Rossi!

Tributo al Signor Rossi realizzato da Osvaldo Cavandoli,
pubblicato nell’antologia “Bruno Bozzetto, cinquant’anni di cartoni animati”

Il contesto: Milano e i Fab Sixties.

Gli anni Sessanta sono gli anni del boom economico. Milano muta pelle, mostrando  la sua predisposizione al cambiamento. Lo sguardo è rivolto al futuro e la sua innata vitalità la porta ad essere pioniera in molti ambiti.
Il mondo dell’arte vede la nascita delle Avanguardie. Lucio Fontana, Piero Manzoni, Bruno Munari e tanti altri, frequentano il quartiere di Brera, dove al Bar Jamaica, si ritrovano artisti, poeti, scrittori, musicisti senza una lira in tasca ma con la testa ricca di idee.
Il nuovo avanza e Milano diviene motore dello sviluppo industriale e capitale della cultura.
Nascono i teatri d’avanguardia. Al Derby Club si esibiscono Enzo Jannacci, Dario Fo, Cochi e Renato. Il Santa Tecla è il tempio della musica che vede protagonisti Giorgio Gaber e Celentano.  Il gruppo dei Gufi domina la scena cabarettista musicale milanese. C’è il jazz di Enrico Intra. Da oltreoceano arrivano Billie Holiday, Chet Baker, John Coltrane e tanti altri. Arrivano persino i Beatles al Vigorelli.
Nel pieno del miracolo economico, i consumi si allargano e la pubblicità entra nelle case degli italiani con Carosello.
Sono anni importanti per la moda, l’editoria, la grafica, il design e l’architettura.
Nel 1960 viene inaugurato il grattacielo Pirelli, progettato da Gio Ponti. Un cristallo luminoso, in grado di riflettere la luce del sole sulle strade adiacenti.
Luce che idealmente arriva anche ad inondare, poco più in là, in via Melchiorre Gioia, lo studio Bruno Bozzetto Film, fondato nello stesso anno da Bruno Bozzetto,   genio del cinema di animazione internazionale, il cui nome brilla con quello di Hayao Miyazaki, John Lasseter della Pixar, Nick Park, Matt Groening dei Simpson,… (alcuni di loro hanno dichiarato esplicitamente di essere stati influenzati dalle sue opere).

Il Sig. Rossi: l’italiano medio (non troppo).

Nello studio milanese prende vita il più popolare dei personaggi di Bruno Bozzetto: il Signor Rossi, sintesi dell’uomo comune, antieroe per eccellenza alle prese con il malcostume della società, in cui gli stessi spettatori si possono riconoscere.
Con il Signor Rossi, Bozzetto è riuscito a dipingere uno straordinario ritratto della società, con un taglio ironico e, in alcuni tratti, amaro.
Il primo film,Un Oscar per il Sig. Rossi‘, è la parodia di un fatto realmente accaduto a Bruno Bozzetto.
‘Il signor Rossiracconta Bozzetto – è nato nel 1960, come caricatura di un personaggio molto importante di Bergamo, il direttore di un festival che ha rifiutato un mio film. Non l’ho fatto apposta, ma quando l’ho creato mi sono accorto che era la sua caricatura. Era l’italiano medio con tutti i suoi difetti. Ho continuato a usarlo. L’uomo comune può avere anche dei lati cattivi e io li ho messi in scena. Io mi considero un pessimista, ma il fatto che lui ogni volta ricominci da capo significa che c’è speranza.”
Apparentemente pacato, il Signor Rossi nasconde dentro di sé un’istinto iroso che viene scatenato dai contrattempi quotidiani o dal senso di frustrazione derivata dalle prevaricazioni sociali e dalle ingiustizie.