Intervista a Mattia Grigolo

Mattia Grigolo (Milano, 1982) vive a Berlino, dove ha creato Le Balene Possono Volare, progetto di laboratori artistici ed eventi culturali.

È fondatore, insieme al reporter Mauro Mondello, del magazine di approfondimento Yanez, di cui è direttore editoriale, e della rivista letteraria Eterna.

A giugno 2021 ha ideato Noi, Berlino– insieme a Ercole Gentile e Andrea D’Addio – progetto ibrido di interviste berlinesi.

Insegna scrittura creativa agli italiani in Germania e scrive racconti. Ha pubblicato e sta per pubblicare su diverse riviste letterarie, tra cui ’Tina, Crack, L’Inquieto, Inutile, Split, Rivista Blam, Cedro Mag, Bomarscé e Salmace.

Nel 2014 è stato premiato come Italiano dell’Anno dall’Ambasciata italiana a Berlino e dall’Istituto Italiano di Cultura.

Tra tutti i tuoi progetti, quello più importante è sicuramente Le Balene Possono Volare.

Sì, è da questa esperienza che poi sono partite le due riviste che ho fondato, prima Yanez e poi Eterna.

Le Balene offrono corsi di scrittura creativa, di canto, teatro, musica, illustrazione e disegno. Insomma, tutto ciò che ruota intorno alla creatività.

Oltre questo, fino all’arrivo della pandemia, organizzavamo anche eventi culturali a Berlino: presentazioni di libri, concerti, mostre e vernissage.

Un evento a cui tengo molto e che sicuramente torneremo a fare è il Café Books: una serata di lettura collettiva, ove ognuno porta un testo, edito o inedito, e lo legge pubblicamente. È un evento molto bello e coinvolgente. Ne abbiamo fatti tanti ed erano sempre molto partecipati: alcuni li abbiamo fatti con accompagnamento di basi musicali, altri in cui venivano letti solo testi di canzoni oppure solo passaggi di film.

Qual è il tuo ruolo nelle Balene?

Ho fondato Le Balene Possono Volare nel 2014, inizialmente organizzando e conducendo dei laboratori di scrittura creativa.

Sono laboratori particolari, mai frontali e che anzi tendono ad essere dei veri e propri laboratori letterari, ove la realizzazione, la scrittura, l’inchiostro, sono la cosa più importante.

Inizialmente organizzati solo a Berlino, con gli anni, sono stati esportati anche a Lipsia, Francoforte e Heidelberg.

Dopo circa un anno dall’aperto dei laboratori di scrittura creativa, ho cominciato ad organizzare e gestire diversi altri laboratori creativi, come ti dicevo prima, coinvolgendo insegnanti e maestri che vivono a Berlino. Fino a prima della pandemia, avevamo all’attivo circa una decina di laboratori diversi, con una partecipazione totale che variava tra le 60 e le 80 presenze mensili.
Alcuni dei laboratori sono stati portati anche fuori dalla Germania: a Barcellona, Londra, Vienna, Parigi. Nel 2017 ho condotto un laboratorio di scrittura creativa insieme a Paola Moretti (è uscito pochissimo tempo fa Bravissima, il suo romanzo d’esordio, con 66thand2nd) in occasione del FLA, Fiera di libri e altre cose, a Pescara.

La tua prima esperienza giornalistica a Berlino è stata a Il Mitte (testata d’informazione per italiani in Germania fondata da Valerio Bassan nel 2012).

Sono stato direttore per un anno nel 2015 ed è stata una bellissima esperienza, non facile, ma sicuramente formativa.

Ora Il Mitte è gestito da Lucia Conti, insieme a Angela Fiore, due persone molto preparate.

Lucia è anche nella redazione di Eterna ed è una persona splendida, con un’energia rara. Una professionista.

Com’è nato Yanez?

Yanez è nato nel 2015 dall’incontro con Mauro [Mondello, ndr]. Abbiamo messo in comune le nostre esperienze e le nostre scritture, lui quella giornalistica e io quella narrativa. Yanez non è l’unica rivista di approfondimento nel panorama italiano (mi vengono in mente Il tascabile e due riviste che non esistono più, IL del Sole 24 Ore e The Towner della Moleskine), ma si differenzia da alcune delle altre perché lascia alle autrici e agli autori molto spazio per il loro lato personale. E siamo molto esigenti per quanto riguarda la qualità della scrittura e della grafica (abbiamo molti fotografi e illustratori all’interno della redazione o che collaborano da esterni).

Negli ultimi mesi, vista la crescita della mole di lavoro e un mio parziale allontanamento dalla parte di lavoro quotidiano a causa di molti altri impegni subentrati, abbiamo promosso Francesco Somigli vicedirettore, bravissimo autore e giornalista, figura storica della redazione fin dai suoi albori.

La rivista letteraria Eterna è un progetto più recente.

In realtà era è un’idea che avevo da tanti anni, ma che avevo sempre accantonato perché non ero ancora pronto a livello di tempo e impegno.

Il lockdown, che ha purtroppo portato a un arresto di molte delle iniziative organizzate dalle Balene, alla fine mi ha dato la possibilità di buttarmi in questo nuovo progetto.

Le riviste letterarie italiane sono decine, se non centinaia. Perché hai deciso di crearne una nuova?

È vero, ci sono tantissime riviste letterarie in Italia e tante di queste sono storiche e consolidate. È anche vero, però, che io ho creato una rivista a tempo, che morirà. Ha una scadenza e questo mi permette di non angosciarmi a trovarle una posizione, perché una posizione ce l’ha già: è una rivista di soli tre numeri cartacei distribuiti in tre anni.

Tre numeri in tre anni? Ve la prendete comoda!

Non vogliamo lavorare sulla quantità, ma sulla qualità. Oltre che ai testi dedicheremo la massima cura all’impaginazione e alla grafica con l’assistenza di Magda Richiusa e Davide Grimoldi e alla fotografia con quella di Loris Rizzo.

Il primo numero uscirà questo autunno. Il filo conduttore è la vita, ma abbiamo deciso di iniziare dalla fine e difatti il primo numero sarà dedicato alla morte.

La redazione è formata da 14 persone, che ho scelto tra i miei amici e persone di cui mi fido molto, distribuite tra l’Italia e la Germania. Ho cercato soprattutto di formare un gruppo di persone che fossero molto differenti fra di loro a livello di età, interessi, letture ed esperienze di vita.

Per la prima call abbiamo ricevuto 149 racconti. È stato molto impegnativo selezionare i sette che saranno pubblicati. La redazione ha fatto un grandissimo lavoro.

Una menzione particolare la faccio a Nora Cavaccini, amica e bravissima autrice, in Eterna responsabile del gruppo editing, che ha fatto la revisione iniziale e ha dato ottimi consigli.

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